L'università italiana continua ad essere al centro dell'attenzione, a partire dalla Riforma Gelmini, che ha rivoluzionato l'organizzazione degli Atenei, la questione dell'insegnamento, con il lancio dei TFA, le leggi finanziarie, che incideranno sulle tasche di Atenei e studenti.
Quale ruolo giochiamo, in un tale contesto, come studenti? Che peso hanno le imminenti elezioni?
Non possiamo certo pensare di risolvere noi problemi che, pur riguardandoci, competono al Parlamento, al Governo, ai Rettori. Non proponiamo perciò facili ricette o slogan tanto accattivanti quanto fasulli, né una rassegnata alzata di spalle.
Il primo modo di contribuire alla costruzione dell'università è quello di esserci e di allargare gli spazi di cambiamento che, anche in questa situazione, restano aperti: dal diritto allo studio alla didattica, dal funzionamento delle biblioteche al sostegno delle associazioni studentesche.
Per tanti l'università è solo un pretesto, un campo di battaglia politico e ideologico dove riproporre su piccola scala ed in modo grottesco scontri tra giovani militanti di schieramenti diverse.
Quel che occorre è una presenza originale, non reattiva né utopica, di gente che viva con una tensione ideale, con il gusto di affrontare le circostanze e di costruire, per sé e per gli altri, pur senza fare notizia sui quotidiani. Negli anni si è visto che solo questo porta frutti, per quanto perfettibili e sempre insufficienti.
Tanto resta ancora da fare.
Noi vogliamo proseguire, con l'aiuto di tutti coloro che hanno a cuore se stessi e l'università.
Student Office
