Dove siamo/elezioni/iniziative

mercoledì 26 novembre 2014

la Cina raccontata attraverso la scrittura

Student Office presenta il ciclo: "la Cina raccontata attraverso la scrittura".

02/12/2014: "Scrittura e potere: dall'Impero alla Repubblica"

09/12/2014: "La scrittura cinese: dalle origini a oggi"

16/12/2014: "L'arte della calligrafia cinese"


Per qualunque domanda non esitate a contattarci!

SIETE TUTTI INVITATI A PARTECIPARE!

martedì 25 novembre 2014

CS elezioni 2014

Dei primi dati ufficiosi non possiamo che ritenerci estremamente soddisfatti.

Ciò che emerge chiaramente dal voto è che in ogni Consiglio in cui ci siamo presentati abbiamo ricevuto un grande consenso.

In particolare l’alto numero di preferenze personali da noi ricevute fa emergere come gli studenti siano interessati a un rapporto personale con i rappresentanti, piuttosto che ad una ideologia o a uno slogan.

Il sostegno ricevuto ci conferma ancora una volta di come il metodo da noi scelto sia quello da perseguire: un estremo realismo rispetto a ciò che ci troviamo a vivere quotidianamente in Università.

I nostri rappresentanti eletti avranno ora, grazie a Voi, la possibilità di continuare il lavoro intrapreso in questi anni dove già eravamo presenti ed iniziare a lavorare con serietà laddove non avevamo rappresentanti.

Ringraziandovi, ci auguriamo che l’interesse degli studenti nei confronti della rappresentanza studentesca cresca sempre più.

                                           
                                                                                                                                     Student Office

venerdì 21 novembre 2014

CNSU - MOZIONI SU #EMERGENZAMEDICINA E MAGISTRALI ABILITANTI

Mercoledì 19 e giovedì 20 novembre si è svolta la decima seduta del CNSU. Il lavoro del Consiglio si è concentrato ancora una volta sul documento relativo alla condizione studentesca e sulle mozioni presentate dal CLDS – Coordinamento Liste per il Diritto allo Studio e dagli altri gruppi consiliari.
Nelle intenzioni del CNSU il documento sulla Condizione Studentesca – che fotograferà la situazione globale del sistema universitario in Italia – sarà ultimato entro marzo dell’anno prossimo e sarà seguito da una presentazione pubblica a tutte le autorità competenti. Come CLDS siamo soddisfatti dello stato dei lavori in merito e della profondità, anche tecnica, che il documento sta assumendo su temi come il Diritto allo Studio, l’Internazionalizzazione, la Didattica e il Rapporto col mondo del lavoro.
In occasione di questa seduta del CNSU, il CLDS ha presentato una mozione specifica, frutto del comunicato stampa diffuso nei giorni precedenti a seguito dell’aggravarsi della situazione spazi e servizi nei Corsi di laurea magistrale di Medicina e Chirurgia. Tramite la mozione, il CNSU si è fatto avanti nel chiedere che il Ministero “predisponga al più presto misure idonee a consentire agli Atenei di far fronte alle criticità suddette, al fine di garantire agli studenti condizioni dignitose e adeguate nella fruizione dei corsi, mediante uno stanziamento straordinario di fondi”.
Il CNSU ha inoltre ribadito, tramite la mozione, la richiesta di essere “coinvolto al più presto nel tavolo di lavoro sul tema del numero programmato in quanto massimo organo di rappresentanza studentesca universitaria, congiuntamente alle altre componenti del mondo accademico, poiché finora escluso da tale confronto”.
Il CNSU si è occupato anche delle Magistrali abilitanti, percorso di formazione degli insegnanti alternativo al TFA e in fase di definizione da parte del MIUR, chiedendo in proposito una maggiore chiarezza sulle modalità e tempistiche di avviamento.
Una delegazione del CLDS è stata inoltre ricevuta dal Direttore Generale del Ministero, Mario Alì per discutere della mozione relativa al contratto dei Visiting Professor, approvata su proposta del CLDS nella seduta di ottobre. Nel dialogo con il Direttore Alì si è discusso della realizzabilità della proposta, relativa ad un abbassamento del contratto minimo dei visiting professor da un anno a sei mesi, ponendo come vincolo il fatto che il professore debba essere presente nelle sessioni d’esame successive dentro l’anno accademico una volta finito il suo mandato.

martedì 18 novembre 2014

TESTISTI CONTRO RICORSISTI: UNA GUERRA FRA POVERI?


Nelle ultime settimane sono emerse con evidenza la contraddizione e l’insufficienza del sistema di accesso alla formazione medica universitaria e specialistica, inadeguato sia per quanto riguarda i criteri di programmazione sia per quanto riguarda la valorizzazione del merito. Da tempo ampi settori delle comunità accademiche e delle categorie di riferimento, oltre alle rappresentanze studentesche, hanno rilevato le criticità di un sistema ormai cronicamente inefficiente: gli ultimi avvenimenti non sono altro che gli strascichi più evidenti di questa situazione di precarietà.
A mancare è innanzitutto una prospettiva di programmazione. È evidente la necessità di coordinare l’accesso al corso di laurea e la formazione specialistica, nell’ottica di un adeguamento alle effettive esigenze del Sistema Sanitario Nazionale. Il divario che si sta creando tra il numero di studenti che accedono al percorso universitario e il numero di contratti di formazione specialistica disponibili rischia di assumere per il prossimo futuro una dimensione inquietante.
Inoltre: la continua incertezza relativa alle date dei test, ai loro contenuti, alle modalità e alle garanzie di legittimità e regolarità del loro svolgimento, ha determinato negli ultimi anni un vero e proprio “malessere” negli studenti. Si è resa palese la carenza di affidabilità del sistema. Un sintomo del disagio è l’ingente mole di contenzioso amministrativo che si è accumulata in questi anni a seguito del sempre più diffuso impiego del ricorso, che è in sé uno strumento legittimo di tutela dei diritti degli studenti, progressivamente trasformatosi in un “metodo alternativo” di accesso.
Il CLDS (Coordinamento Liste per il Diritto allo Studio), insieme alle altre rappresentanze studentesche, anche tramite il CNSU (Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari), ha fatto pervenire nell’ultimo anno al Ministero diversi appelli per una rimodulazione del sistema di ammissione ai corsi di Medicina, riproponendo a più riprese l’istituzione di un tavolo di confronto sull’accesso programmato. In risposta si sono avuti soltanto annunci e slogan da prima pagina, mai seguiti dall’avvio di un confronto serio. Neanche le intenzioni riguardo al prossimo test appaiono chiare, nonostante la recente richiesta da parte del CNSU, su proposta del CLDS, di accelerare i tempi di decisione nell’interesse degli studenti che vi parteciperanno.
In questi giorni anche la Conferenza dei Presidenti di Corso di Laurea si è espressa con decisione, dichiarando lo stato di agitazione e preannunciando la possibilità di autosospensione e di dimissioni di tutti i Presidenti dei CdL in Medicina se il MIUR non risponderà tempestivamente ai crescenti problemi cui devono far fronte le sedi universitarie.
Detto tutto ciò, sottolineiamo che chiunque sia entrato con ricorso è a tutti gli effetti uno studente di medicina. Non possono essere tollerate discriminazioni né da parte di colleghi studenti né da parte di professori. Il progressivo isolamento dei ricorsisti, il tentativo di limitare o ostacolare la loro possibilità di formazione, non rappresenta in nessun senso una soluzione al problema. Al contrario, il compito dell’Università è garantire la formazione di tutti gli studenti che accedono agli studi. In alcune sedi ciò sta già avvenendo, grazie all’impegno di alcuni docenti che hanno attivato linee aggiuntive e corsi di recupero per coloro che hanno perso la prima parte del semestre.
Stiamo facendo tutto il possibile a sostegno delle migliaia di studenti di medicina e di aspiranti tali che affrontano questa situazione grave di precarietà. Al CNSU e in tutte le sedi in cui siamo presenti, stiamo proponendo un dialogo con le istituzioni alla ricerca delle soluzioni. Attendiamo una risposta da parte del Ministero.
O vogliamo aspettare che la situazione peggiori?

Università: cosa c’è in gioco?

dal nostro blog su ParmAteneo


L’Università negli ultimi anni ha subito parecchi cambiamenti. E’ stata spesso al centro di dibattiti per le grandi riforme, i (mancati) finanziamenti, le direttive europee.  A volte viviamo un senso di tremenda impotenza di fronte a situazioni che sembrano esageratamente lontane da noi, che dobbiamo solamente subire. L’Università spesso appare allora come un luogo di transito per le lezioni e per gli esami.
È veramente tutto qua? Qual è il nostro ruolo in tutto questo? Da cosa ripartire?
Siamo consapevoli che lo scenario attuale è complesso da ogni punto di vista, ma c’è forse qualcuno che può negare il desiderio personale di vivere le giornate universitarie con gusto? E al tempo stesso si può rinunciare al fondamentale ruolo educativo che l’Università ha e deve avere nel nostro Paese, nella nostra città, soprattutto in questo momento di crisi?
Allora proprio da qua bisogna ripartire: stare in Università con la curiosità di scoprire ciò che si cela nello studio quotidiano e di approfondire il rapporto con i nostri docenti. L’Università è nata proprio dall’azione di alcuni studenti che, di fronte al desiderio di indagare e conoscere la realtà, si sono affidati a dei Maestri da seguire.
La nostra associazione origina dalla stessa urgenza: amici che si uniscono per provare ad approfondire e conoscere sempre più il mondo, o attraverso l’organizzazione di eventi e convegni o tramite la rappresentanza studentesca, nel tentativo di offrire condizioni che rendano la vita degli studenti più semplice e libera. La nostra esperienza ci testimonia che l’unico presupposto necessario è avere un grande realismo, cioè amore per la realtà, che genera un’infinita e imprevista curiosità e creatività.
Si tratta pur sempre di tentativi, ma ci accorgiamo che solo questo porta frutto. Non l’ideologia, non la piazza, ma la consapevolezza che solo vivere la quotidianità di studenti ci permette di avere un giudizio concreto su tutto, dalle tematiche più vicine a quelle apparentemente più lontane da noi: uno sguardo che ci permette di stare di fronte a ogni cosa. L’Università, l’essere studenti, diventa allora un’occasione per diventare più Uomini, quindi un’occasione per sé. Solo questo potrà generare di nuovo una comunità universitaria: non gli slogan ma la consapevolezza di poter costruire insieme un luogo decisivo per ognuno di noi.
Se è questa la posta in gioco, siamo tutti chiamati a prendere posizione.

giovedì 6 novembre 2014

elezioni 24-25 novembre - i nostri candidati


CERCA I TUOI CANDIDATI
 

CONSIGLIO DEGLI STUDENTI - AREA 2


CONSIGLIO DEGLI STUDENTI - AREA 3


CONSIGLIO DEGLI STUDENTI - AREA 5


CONSIGLIO DEGLI STUDENTI - AREA 6

- GROSSI Davide

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CONSIGLIO DEL DIPARTIMENTO DI ECONOMIA

- GROSSI Davide

CONSIGLIO DEL DIPARTIMENTO DI GIURISPRUDENZA


CONSIGLIO DEL DIPARTIMENTO DI INGEGNERIA DELL'INFORMAZIONE

- MAURI Lorenzo

CONSIGLIO DEL DIPARTIMENTO DI LETTERE, ARTI, STORIA E SOCIETA'


CONSIGLIO DEL DIPARTIMENTO DI MEDICINA CLINICA E SPERIMENTALE

- UPALI Marco

CONSIGLIO DEL DIPARTIMENTO DI SCIENZE DEGLI ALIMENTI



CONSIGLIO DI CORSO DI STUDIO UNIFICATO DEL CORSO DI LAUREA MAGISTRALE IN ECONOMIA E MANAGEMENT (L) E DEI CORSI DI LAUREA MAGISTRALE IN AMMINISTRAZIONE E DIREZIONE AZIENDALE (LM), FINANZA E RISK MANAGEMENT (LM), INTERNATIONAL BUSINESS AND DEVOLOPMENT - ECONOMIA INTERNAZIONALE DELLO SVILUPPO (LM) E TRADE MARKETING E STRATEGIE COMMERCIALI (LM)

- GROSSI Davide

CONSIGLIO DI CORSO DI LAUREA MAGISTRALE IN GIURISPRUDENZA (LMU)


CONSIGLIO DI CORSO DI STUDIO UNIFICATO DEL CORSO DI LAUREA IN INGEGNERIA INFORMATICA, ELETTRONICA E DELLE TELECOMUNICAZIONI (L) E DEL CORSO DI LAUREA MAGISTRALE IN COMMUNICATION ENGINEERING (LM)

- MAURI Lorenzo

CONSIGLIO DI CORSO DI LAUREA IN LETTERE (L)


CONSIGLIO DI CORSO DI LAUREA MAGISTRALE IN MEDICINA E CHIRURGIA (LMU)

- UPALI Marco

CONSIGLIO DI CORSO DI LAUREA DELLE PROFESSIONI SANITARIE IN LOGOPEDIA (ABILITANTE ALLA PROFESSIONE SANITARIA DI LOGOPEDISTA) (L)

- SBERNINI Elisa

CONSIGLIO DI CORSO DI STUDIO UNIFICATO DEL CORSO DI LAUREA IN SCIENZE E TECNLOGIE ALIMENTARI (L) E DEL CORSO DI LAUREA MAGISTRALE IN SCIENZE E TECNOLOGIE ALIMENTARI (LM)


CONSIGLIO DI CORSO DI LAUREA IN SCIENZE GASTRONOMICHE (L)




 

mercoledì 5 novembre 2014

Tfa, perchè il MIUR obbedisce alle università telematiche?

di Lorenzo Roesel, presidente del Coordinamento Liste per il Diritto allo Studio (Clds) e vicepresidente del Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari (Cnsu)
da Il Sussidiario ( http://www.ilsussidiario.net/News/Educazione/2014/11/4/SCUOLA-Tfa-perche-il-Miur-obbedisce-alle-universita-telematiche-/2/550453/ )


Da tempo ormai intorno al ciclo di Tfa per il 2014-15 regna la confusione. Il Tfa (tirocinio formativo attivo), nato come norma transitoria per l'abilitazione alla docenza, ha ormai superato la fase di preselezione nazionale gestita direttamente dal Miur: gli aspiranti docenti che sono stati dichiarati idonei devono sostenere entro il 30 novembre una prova scritta e una orale nei singoli atenei. Eppure, in Lombardia, Campania e parte del Lazio queste stesse prove non sono state ancora bandite. Come mai? Il Miur ne ha bloccato le procedure di iscrizione a causa di "evidenti disallineamenti" riscontrati nel calcolo finale dei posti disponibili. Che cos'è successo? Proviamo a fare un po' di chiarezza.
1. In Lombardia, Campania e Lazio, l'idoneo a partecipare alla selezione a livello di ateneo per il Tfa, una volta collegato alla piattaforma ufficiale di iscrizione Cineca, si è ritrovato davanti ad un'indesiderata sorpresa: i posti disponibili erano ben oltre il numero ufficialmente assegnato alla singola regione dal ministero. Per fare un esempio, in Lombardia sono 1900 posti in più rispetto a quanto stabilito dal bando ufficiale (per la Lombardia 3.064, invece degli ora disponibili circa 5.000). Un aumento — per la Lombardia — del 62% dei posti assegnati dal Miur: sono oltre 27 le classi di concorso comparse dal nulla che aumentano l'offerta formativa della Regione. Questi posti in eccesso sono quelli messi a disposizione a sorpresa da eCampus, Università telematica lombarda, e per la Campania da Pegaso Università (anch'essa Università telematica), atenei prima non calcolati come possibili Scuole Tfa perché appunto telematici.
2. Queste università telematiche sono state tuttavia inserite — fatto assai strano — all'interno della piattaforma Cineca, e quindi a disposizione della scelta degli aspiranti docenti, senza alcun via libera dei rispettivi Coreco (il Comitato regionale di coordinamento fra le università di una singola regione) né dell'Ufficio scolastico regionale né del Miur. 
3. I posti offerti da queste università, in forza della loro natura "telematica" e della loro "sorprendente" disponibilità economica, sono molti di più di quanti una singola università possa offrirne; non sono né regolamentati né ufficialmente autorizzati e aumentano a dismisura il numero di posti messi a disposizione per ogni regione dal Miur, senza che questo cambiamento sia legittimato tramite apposito decreto. Il Miur ha ora bloccato le procedure di iscrizione fino a quando la diatriba non sarà risolta e preme perché i Coreco modifichino la loro proposta di distribuzione interna di posti, allargando anche a eCampus e a Pegaso Università. 
4. Ora le alternative sono due: o gli uffici scolastici regionali ridistribuiscono i posti disponibili per la seconda fase di selezione del Tfa fra i vari atenei tenendo conto anche dell'offerta di queste università telematiche (visto che il numero totale per singola regione deciso dal Miur non è modificabile, a detta dello stesso ministero), o il Miur prende una chiara posizione sulla questione, decidendo di escludere eCampus e Pegaso Università dalla piattaforma Cineca e riservando alle sole università "tradizionali" la possibilità di aprire scuole Tfa.
Il caos generato, di cui fanno le spese i singoli aspiranti docenti — che non sanno più a questo punto dove iscriversi per sostenere la seconda fase di selezione per il Tfa —, fa sorgere inevitabilmente alcune domande:
1. I numeri dei posti disponibili presso la piattaforma Cineca cambia di giorno in giorno e le informazioni ufficiali rilasciate dalle istituzioni competenti tendono a contraddirsi. Se la procedura per la selezione di questo ciclo di Tfa è nota da tempo, perché domina un tale disordine e una mancanza di informazioni chiare e coordinazione fra il Miur e il Cineca?
2. Come è stato possibile che università telematiche, non ancora regolamentate dal ministero tramite apposito decreto, abbiano avuto accesso ex post alla piattaforma ufficiale Cineca per il Tfa, scavalcando evidentemente lo stesso Miur e imponendo di fatto la loro presenza?
3. È un caso che proprio a partire da quest'anno, in occasione di questo ciclo di Tfa, si sia deciso di dare alle Regioni solo il totale dei posti disponibili per il Tfa, lasciando l'onere della distribuzione ai Coreco, e non invece distribuirli direttamente alle varie università a tavolino come per il ciclo di Tfa precedente?
3. Come evidenziato anche dalla denominazione stessa, le università telematiche in questione utilizzano metodi formativi diversi dalla didattica frontale. A rischio è la qualità della formazione dei futuri insegnanti: siamo sicuri che queste università telematiche possano garantire un livello di qualità didattica sufficiente, soprattutto per un tirocinio formativo così delicato?
4. A fronte dell'evidente situazione di difficoltà e incertezza sia tra le strutture dei singoli atenei sia tra gli studenti, cosa aspetta il Miur ad assumersi la responsabilità di prendere una posizione chiara sul problema?
La situazione di "grave disagio, confusione e incertezza" (come scrive il Coreco della Lombardia in merito) relativa a se e come riformulare a questo punto la distribuzione dei posti Tfa assegnati alle Regioni investe non solo gli atenei, ma anche e soprattutto gli aspiranti tirocinanti.
Modificare l'offerta formativa nazionale già stabilita a giugno, a un mese dalla data di conclusione delle selezioni, solo per fare posto agli interessi economici di queste università telematiche non sembra un'alternativa proponibile. Migliaia di giovani attendono. Speriamo non invano.