Il 21 e 22 maggio si sono svolte in tutte le università italiane le elezioni per il rinnovo del Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari (CNSU). A ventiquattro ore dalla chiusura dei seggi il primi dati ufficiosi parlano di un ulteriore calo dell’affluenza, quasi ovunque ampiamente al di sotto del 10%.
Il Coordinamento Liste per il Diritto allo Studio (CLDS) riporta un significativo risultato, con 6 rappresentanti eletti: 3 al nord-ovest, 2 al nord-est, 1 al centro. Il CLDS è prima lista a Genova e soprattutto è prima lista negli atenei milanesi di Statale, Cattolica, Politecnico e Bicocca. Da sottolineare lo straordinario risultato del CLDS a Firenze, dove Lista Aperta chiude, sul voto del CNSU, con oltre 1500 voti davanti a tutte le altre liste, collettivi studenteschi compresi.
Nel distretto del nord-est, al centro e al sud maggioritaria è la lista dell’UDU (34 mila voti), anche se al sud e alcentro le liste legate al centrodestra, PDL e Azione Universitaria, fanno il pieno di voti. Nuovi entrati rispetto alla precedente tornata sono i 2 rappresentanti di UniLab, ottenuti al nord-ovest, con una forte affermazione in Bocconi, Politecnico e Cattolica.
Il panorama complessivo è assai frastagliato: 10 seggi all’UDU-RUN, 6 al CLDS, 6 a SpL-AU, 3 rispettivamente a Confederazione-UniLab e Link. L’eterogeneità della composizione del prossimo consiglio impone di aspettare i dati ufficiali per ogni previsione. È possibile tuttavia avanzare subito qualche rapida considerazione.
Registriamo anzitutto il dato negativo dell’affluenza: un preoccupante segnale di disinteresse della popolazione studentesca verso la rappresentanza “nazionale”. L’affluenza cresce infatti solo là dove si sono svolte anche le elezioni locali per i rappresentanti negli organi di governo dei vari atenei. Il Ministero e le Università hanno giocato la loro parte: il primo, fissando le elezioni in una data in cui le università sono quasi deserte, le seconde diminuendo drasticamente il numero delle postazioni elettorali là dove non vi erano le elezioni locali, rendendo così altamente improbabile il voto di molti studenti impegnati negli appelli d’esame.
Nonostante questo sono stati 30 mila gli studenti che hanno sostenuto il nostro tentativo, scegliendo di esserci (come recitava il nostro slogan elettorale), senza cedere auna rabbia distruttiva, da una parte, e a una individualistica indifferenza, dall’altra. Anche grazie al sostegno di tutti gli studenti che ci hanno generosamente votato, nei prossimi tre anni ci impegneremo nell’organo di massima rappresentanza studentesca nazionale portando il nostro contributo, con il desiderio di collaborare con chiunque voglia responsabilmente costruire, cercando di far fronte ai tanti problemi non più rinviabili che affliggono la nostra amata università italiana.
Coordinamento Liste per il Diritto allo Studio