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mercoledì 12 marzo 2014

V SEDUTA CUN (11 E 12 MARZO 2014): MOZIONE SULLE SCUOLE DI SPECIALIZZAZIONE

 Il 12 marzo, su iniziativa del Consigliere del CLDS Stefano Bucchi e del Consigliere Giovanni Cerullo, il Consiglio Universitario Nazionale ha approvato all’unanimità una mozione riguardante il finanziamento dei contratti di formazione medica specialistica e le modalità di accesso alle Scuole di Specializzazione medica.
La mozione è stata portata avanti dal CLDS – Coordinamento Liste per il Diritto alla Studio, che, nell’impegno con il resto dei rappresentanti degli studenti, si è speso per porre la questione anche al livello del Consiglio Universitario Nazionale e per sollecitare una risposta del MIUR.
Da mesi infatti migliaia di studenti rischiano di vedersi preclusa la possibilità di proseguire l’ordinario percorso di studi post-lauream, non potendo accedere alla specializzazione a causa della restrizione dei posti disponibili e dovendo confrontarsi con un cambio di regole in corso tuttora solo parzialmente definite. Una situazione non più sostenibile di disagio ed incertezza del futuro.
La mozione del CUN, approvata all’unanimità e diretta al Ministro Giannini, pone in rilievo tre nodi fondamentali da affrontare nel prossimo futuro sul tema:
  1. L’adeguamento del numero dei contratti di Specializzazione medica alle reali esigenze del sistema sanitario pubblico e ai previsti accessi alla laurea magistrale di Medicina e Chirurgia.
    Una misura necessaria dovuta all’eccessivo divario che si è creato negli ultimi anni tra studenti che accedono al corso di laurea di Medicina e il numero di contratti di Specializzazione messo a disposizione dei neolaureati. Per l’anno accademico 2014/2015 si registreranno poco meno di diecimila ingressi al Corso di Studi in Medicina e si prevedono oltre seimila nuovi laureati nel 2013/2014, il tutto a fronte di appena 3300 borse di Specialità per quest’anno (stando agli stanziamenti previsti per ora)
  2. La necessità di pubblicare con urgenza il bando di indizione del Concorso e di indicare il prima possibile ai futuri candidati le modalità precise di svolgimento della prova, indispensabile per concedere il tempo necessario ad una preparazione adeguata, già complicata dal cambio di regole in corso;
  3. La richiesta che si rilanci il lavoro della Commissione Tecnica sulle Scuole di Specializzazione per elaborare proposte in vista della futura revisione degli ordinamenti delle Scuole di Specializzazione medica e per affrontare le problematiche legate alla figura dello specializzando non medico.