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venerdì 8 febbraio 2013

Comunicato stampa CLDS: in difesa degli studenti capaci e meritevoli, ma privi di mezzi



In difesa degli studenti capaci e meritevoli, ma privi di mezzi
È dalla riforma del Titolo V della Costituzione avvenuta nel 2001 che il diritto allo studio attende di essere riformato. Arrivati all’ultimo tornante, tutto il lavoro rischia di essere buttato alle ortiche a causa del boicottaggio dei partiti.
Il Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari avrebbe dovuto riunirsi ieri a Roma per esprimere il parere obbligatorio (ma non vincolante) sul decreto attuativo della Riforma del Diritto allo Studio Universitario. Questo decreto è l’ultimo tassello di un lungo processo di riforma del diritto allo studio, iniziato nel 2010 con la legge n. 240 e proseguito con l’adozione, l’anno scorso,  del d.lgs. n. 68/2012. Si trattava, in sostanza, di disciplinare gli ultimi aspetti relativi alla definizione dei livelli essenziali delle prestazioni in materia di diritto allo studio. Il CNSU, tuttavia, non ha potuto svolgere il proprio compito in quanto buona parte del gruppo Azione Universitaria-Studenti per le Libertà e tutti i rappresentanti di Unione degli Universitari (UDU) e Rete Universitaria Nazionale (RUN) hanno deciso di boicottare il funzionamento dell’organo, impedendo il raggiungimento del numero legale necessario per la costituzione della seduta.
Con la loro assenza le citate componenti del CNSU hanno impedito di riformare un sistema vecchio di oltre dieci anni, negando oltretutto la possibilità al massimo organo di rappresentanza studentesca di avanzare proposte costruttive al Ministro, per migliorare ulteriormente un testo già buono. È difficile comprendere quali possano essere le ragioni della contestazione mossa sia da destra che da sinistra: il decreto è in discussione al ministero oltre un anno ed è figlio di una commissione di lavoro che vedeva la presenza, fra gli altri, anche di rappresentanti del gruppo Udu-Run e del gruppo Au-SpL.
Oltre, naturalmente, ad essere largamente migliorativo della precedente situazione. Com’è possibile che proprio chi si propone come difensore degli studenti, pur avanzando legittime pretese, si sottrae alla responsabilità di incidere positivamente sul testo del decreto? Com’è possibile che sedicenti ‘sindacati studenteschi’ siano pronti a boicottare l’unico organo istituzionale di rappresentanza degli universitari solo per ottenere una qualche visibilità pubblica? Proprio quelli che, a parole, chiedono di investire maggiormente nel diritto allo studio impediscono di riformarlo, difendendo di fatto un sistema obsoleto, incapace di assicurare agli studenti poveri ma meritevoli il diritto allo studio. È un atto di irresponsabilità grave, tanto più in un periodo di crisi che ha reso ancor più difficile per tanti studenti affrontare i costi dell’università.
L’impressione è che UdU, RUN, SPL e AU ormai siano entrati nel pieno della campagna elettorale e, troppo occupati nella stesura di programmi altisonanti, non abbiano tempo di affrontare i problemi reali degli studenti.
5 Febbraio 2013